Le norme UE confermano l’obbligo di ridurre emissioni CO2 -3
Riduzione obbligatoria delle emissioni di CO2 dalle nuove auto passeggeri e dai nuovi furgoni commerciali che verranno fabbricati nell’UE: sono questi gli obiettivi confermati dalle nuove norme sulle modalità di attuazione varate dalla Commissione europea.
Viste le forti pressioni che, nel contesto della crisi economica, sono state esercitate sull’Esecutivo comunitario affinché procedesse a una revisione al ribasso delle sue ambizioni, tutto ciò non era scontato.
Le emissioni medie provenienti dalle autovetture nuove dovranno passare dagli attuali 135,7 grammi di CO2 a chilometro del 2011 a 95 g/km nel 2020, con un obiettivo obbligatorio intermedio di 130 g/km nel 2015. Le emissioni dai veicoli commerciali leggeri (Van) saranno ridotte invece dai 181,4 g di CO2/km nel 2010 (l’ultimo anno per cui sono disponibili dati) a 147 g/km nel 2020 con un obiettivo obbligatorio intermedio di 175 g/km nel 2017.
Gli obiettivi di riduzione obbligatori delle emissioni di CO2 dalle auto erano già previsti della legislazione europea vigente, in un regolamento del 2009 che però doveva essere sottoposto quest’anno a revisione da parte della Commissione, sulla base di un’analisi tecnica ed economica approfondita, prima di procedere al varo dei regolamenti di attuazione, che dovranno ora essere approvati in co-decisione dal Parlamento europeo e dal Consiglio Ue. La revisione non ha portato cambiamenti (nonostante le pressioni dei produttori di grosse auto) all’impianto di fondo della normativa per il taglio delle emissioni, che impone obiettivi differenziati di riduzioni di CO2 (in valore assoluto) per ciascun gruppo industriale, sulla base del peso medio ponderato della propria flotta.
In pratica, ogni gruppo dovrà ridurre le emissioni del 19% dal 2006 al 2015 e del 27% dal 2015 al 2020, secondo una curva (con peso in ascissa e CO2 emesso nelle ordinate) che ha una pendenza del 60%. In termini assoluti, le vetture più grandi e pesanti (tipicamente quelle tedesche), che emettono quantità maggiori di CO2, dovranno ridurre le emissioni di più delle vetture piccole e leggere (italiane e francesi).
Le proposte nel complesso “consentirebbero di risparmiare 160 milioni di tonnellate di petrolio, del valore di circa 70 miliardi di euro secondo i prezzi odierni, ed evitare l’emissione di circa 420 milioni di tonnellate di CO2 nel periodo fino al 2030″.
«Gli obiettivi del 2020 – sottolinea l’Esecutivo comunitario – offrono un quadro giuridico preciso e stabile per gli investimenti, e promuoveranno ulteriormente l’innovazione da parte dei costruttori di veicoli e dei fornitori di componenti, rafforzando ancor di più il vantaggio competitivo dell’industria Ue. L’introduzione di norme simili in materia di CO2 o di efficienza dei combustibili nei paesi terzi – conclude la Commissione – dovrebbe aumentare la domanda di tecnologie di riduzione delle emissioni di CO2 e di autovetture più efficienti prodotte in Europa».
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